Tanti Auguri, Capitan Mazzola

Ci sono uomini che non passano mai. Le loro gesta, le loro idee restano e camminano attraverso le gambe di chi resta in terra. Riprendo queste parole del Giudice Falcone per ricordare uno dei più forti giocatori al mondo e che in soli sei stagioni con la maglia granata del Toro scrisse pagine di storia del calcio italiano.
Quel Grande Torino che vinceva e divertiva. Bacigalupo, i fratelli Ballarin, Loik, Martelli, Maroso, Rigamonti, Schubert, Gabetto, Ossola, Menti, Operto, Bongiorni, Fadini, Grezar e poi lui con la fascia da capitano, scusate forse allora non esisteva ancora, ma per i compagni non aveva importanza, Valentino Mazzola.
Quel ragazzo di 30 anni, nato a Cassano D'Adda, e già a soli dieci anni un eroe, quando con coraggio si tuffò nelle acque del fiume Adda e salvò la vita ad un suo compaesano che allora aveva 4 anni, Andrea Bonomi.
Le maniche rimboccate per dar forza ai suoi compagni, il "magico e famoso quarto d'ora granata" firmato Valentino Mazzola.
Oggi avrebbe compiuto 96 anni se il destino non lo avesse portato via nel lontano 1949, quando l'areo che lo trasportava coi compagni a casa si andava a schiantare contro la Basilica di Superga e consegnava quei ragazzi al mito e alla leggenda.
Forse gli angeli li volevano nella loro Nazionale, si perchè erano troppo forti e troppo belli da veder giocare.
5 Campionati Italiani con la maglia granata e due Coppe Italie, una delle due con la maglia del Venezia.
Ancora oggi i tifosi granata ma non solo, chiunque lo ricorda si inchina al suo cospetto e oggi non resta che dirgli: "Tanti Auguri Capitan Mazzola".
E la vittoria di ieri sull'Inter del Torino non poteva essere regalo migliore.
